Ceramics of the Phoenician-Punic world: collected essays

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Book review
Title: Ceramics of the Phoenician-Punic world: collected essays
Editors: Edited by Claudia Sagona
Publisher: Peeters Publishers (Leuven – Paris – Walpole, MA.) 2011
Reviewed by Antonella D'Ascoli in December 2011
Il volume ‘Ceramics of the Phoenician-Punic world: collected essays’, è parte della collana ‘Ancient Near Eastern Studies’ (Supplement 36), pubblicato (stampato in Belgio) dalla prestigiosa casa editrice Peeters, editor Claudia Sagona dell’University of Melbourne.
Il volume è frutto del Convegno ‘Ceramics of the Phoenician-Punic world’, celebrato a Malta (8 -13 January 2007) sotto gli auspici delle Università di Melbourne e di Malta e delle Istituzioni maltesi preposte alla conservazione del patrimonio culturale dell’isola (Superintendence of Cultural Heritage, Heritage Malta, National Museum of Archaeology at Heritage Malta).
Il volume si apre con i ringraziamenti di Claudia Sagona (Acknowledgments) rivolti sia alle istituzioni che ai singoli studiosi per il contributo scientifico da essi dato alla conferenza e per le numerose intuizioni profferte da ciascuno nel proprio ambito specialistico.
Un particolare ringraziamento, infine, è rivolto dalla studiosa ‘to the staff at Peeters for their continued support and expertise in the publication process of this volume’.
Sempre a firma di Claudia Sagona (The University of Melbourne 2010) è l’Introduction (pagg.1-5); qui, la studiosa, oltre a delineare in sintesi il contenuto dei reports, sottolinea come, già, durante il VI Congress of Phoenician Punic Studies di Lisbona (2005), sia emersa nell’ambito della comunità di pratica la necessità scientifica di ricomporre un quadro d’insieme degli studi sulla ceramica fenicio-punica spesso concentrati, isolatamente, su specifiche aree geografiche (This collection of essays grew out of a workshop devoted to the ceramics of the Phoenician-Punic Period spanning from the eastern homeland to the western colonies), di approcciare ad un’analisi di ‘comparative ceramics, wich often have distinct regional characteristics, but the clear stamp of Phoenician-Punic influence’, nonchè di analizzare l’influenza della produzione di ceramica indigena, locale, sugli sviluppi della ceramica fenicio-punica at the time of contact.
Inoltre, ‘This volume does not pretend to offer a comprehensive account of all regions infiltrated by the Phoenicians or their Punic descendants, but it does aim to bring together some key essays focused on pottery as one of their enduring cultural remains’. Infine, ‘By the very nature of Phoenician culture and the economic strategies that drove them to infiltrate and settle on distant shores, any study of their ceramic industry cannot stand in isolation’.


A firma di Andrew S. Jamieson (afferente al Centre of Classics and Archaeology, The University of Melbourne) è il consistente report (pagg.7-276) ‘The Iron Age pottery from Tell Beirut 1995 – BEY 032: Periods 1 and 2’, sintesi che contempla lo studio della ceramica recuperata dallo scavo di una piccola parte (BEY 032) dell’antico tell di Beirut (located at the western end of Rue Azmi Bey and formally known as BEY 019-LAY) e che va ad allinearsi ed integrarsi con altri reports and studies già editi anche da altri studiosi relativi allo scavo degli altri settori del tell. Lo scavo dell’area in questione (supervised by Mr. Olivier P.Nieuwenhuyse, under the direction of Prof. Hans Curvers, from the Institute of Pre- and Proto-History, of the University of Amsterdam, between 18 April and 6 May, 1995) è parte of the urban salvage excavation project in the Beirut Central District (BCD), autorizzato dal Directorate General of Antiquities in Lebanon e sponsorizzato da Solidere (the Libanese company responsible for the redevelopment of Beirut).
Lo scavo BEY 032 ha evidenziato una sequenza stratigrafica 1-8 (eight stratigraphic periodsranging in date from the first millennium BC through the Hellenistic, Roman, Byzantine, Islamic and Ottoman periods), sebbene disturbata da layers moderni, di cui l’Autore esamina i Periodi 1 e 2.
Il Period 1, composto da tre strata (1,2,3) ed allineato alle coeve sequenze di Sarepta (Strata E and D), Tyre (Strata XIII-VIII), Al Mina (Phases 8-5) ecc., cronologicamente riferibile ad Iron Age II period (in termini di cronologia assoluta 1000-800 a.C.), è caratterizzato da abbondanti quantità di ‘grit-tempered, wheel-made, buff-brown or orange-pink coloured, Common Ware jars with convex basis, rounded shoulders and short necks with collared rims’, da significativi esempi di ‘decorated Cypriot Wares’ (White Slip Ware, Mono-Chrome, Bi-Chrome, Black on Red, and Red Slip) and Phoenician (Bi-Chrome and Red Slip); altre fabric types sono attestate ma in ridotte quantità: ‘Cooking Pot Ware, Corse Ware, Fine Ware and Slip Ware’.
Il Period 2, comparabile con le sequenze di siti vicini: Sarepta (Strata C and B), Tyre (Strata IV-II), Al Mina (Level) ecc., viene ricondotto all’Iron Age III period, o in termini storici al periodo persiano, ed in termini di cronologia assoluta ad una data tra il 700 ed il 500 a.C.. L’aspetto più interessante, quanto alla ceramica, seppure con differenze ed alcune contiguità col Period 1, è dato da different ceramic indicators, tra cui il tipo maggiormente attestato, wheel-made Common Ware jars with no-necks and compressed rims, che, secondo l’Autore, può rappresentare un’evoluzione del tipo CW con orlo a colletto verticale (Fig.40:1-5), ampiamente attestato nel Period 1; altro dato interessante, l’assenza di Bi-Chrome and Imported Decorated Ware, e la comparsa, invece, di Amphora Ware.
Questa introduzione al contesto ed alle relative problematiche stratigrafico-cronologiche precede l’ampia analisi dedicata alle tecniche di fabbricazione, Manifacture (produzione al tornio; lavorazione a mano; o entro matrice), alle caratteristiche delle varie classi ceramiche, Fabric, concetto utilizzato in un’accezione molto ampia che contempla l’osservazione di una serie di parametri, Color, Texture, Inclusion, Fracture, Firing, Surface Treatment, Contex, Association, per ogni specifica classe ceramica: Common Ware, CW; Bi-Chrome Ware, BCW; Cooking Pot Ware, CPW, suddivisa in CPW/A e CPW/B; Coarse Ware, COW; Fine Ware FW; Red Slip Ware, RSW, suddivisa in Hand-Burnished Red Slip Ware, H-B/RSW, e Wheel-Burnished/Red Slip Ware, W-B/RSW; Imported Decorated Ware, IDW, quest’ultima all possibly originate from external sources, most likely Cyprus, and may be placed within the well-documented Cypriot ceramic tradition, in particolare, qui l’Autore, allineandosi alla tradizione degli studi sulla ceramica cipriota, distingue Cypriot White Slip Ware II, CWS II, Cypriot Mono-Chrome Ware, Cypriot Bi-Chrome Ware (Wheel-made) III, Cypriot Black on Red Ware, BoR; seguono, poi, Plain Crisp Ware, PCW, ed infine Amphora Ware, AHW.
Ultimi due argomenti: metodi di cottura (Firing: Oxidation Firing, Reduction Firing), nonché, Shape Analysis, quest’ultima analisi contempla un approfondito catalogo descrittivo, Pottery Catalogue (pagg.187-276), di ciascuna forma e relative varianti, suffragato da una puntuale documentazione grafica e fotografica (shape analysis: pagg.30-104). A pagina 105 una esaustiva Quantitative Analysis, premessa sintetica a 91 Tables analitiche contenenti i dati quantitativi (quantità espresse in numeri, kilogrammi e percentuali) relativi ai frammenti recuperati ed a quelli analizzati, suddivisi per periodi, strati e classi ceramiche; inoltre, ‘Trends in the Period 1 and Period 2 BEY 032 Pottery’, una ‘Comparative Ceramic Analysis’, infine, le conclusioni; seguono, poi, tavole di concordanza della ceramica del settore BEY 032, periodi 1 e 2 (pagg.173-185). A pag.187 ha inizio il catalogo. La bibliografia si incastra da pagina 116 a 122.
L’Autore, a questo punto, esamina le tipologie formali (i cui parametri descrittivi sono: Shape, Features, Dimensions, Contex and Quantity, Associations) in base al concetto, precedentemente analizzato, di Fabric ed ordinate per ‘fabric category’, a partire dalla CW.

Common Ware represents the most abundant fabric category in both periods’, poi, passa in rassegna le forme di CW iniziando dalle Common Ware Bowls, di cui distingue ben otto tipi:

  • Type CW/B1, CW Bowls with Open Plain Rims (tipo, wheel-made, caratterizzato da pareti oblique; di dimensioni diverse, small, medium e large, con un diametro all’orlo tra i 16 ed i 32 cm., con spessore della parete tra i 6 e 10 mm.; pale yellow-green-grey è l’aspetto cromatico della maggior parte dei campioni dagli strata del Periodo 2).
  • Type CW/B2, CW Bowls with Internally-Thickened Rims (di dimensioni analoghe al tipo medium CW/B1, ma ad orlo ingrossato internamente; quanto all’orlo vengono individuati tre sub-types; si tratta di una forma wheel-made, con pareti, talvolta, molto sottili; in alcuni casi si riscontra an applied cream-yellow slip or thin red wash).
  • Type CW/B3, CW Bowls with In-Turned Rims (This type is characterised by bowls with in-turned rims and convex exterior upper body profiles; prodotto al tornio, con pareti piuttosto sottili, in media di circa 6-8 mm., e con un diametro all’orlo di 8-32 cm. oppure di 12-22 cm.; this type is similar to Sarepta X-15 and X-29).
  • Type CW/B4, CW Bowls with Thickened and/or Folded Rims (bowls with externally thickened and/or folded rims…The body walls are usually open and straight, or slightly convex; diametro all’orlo di 26-36 cm., spessore delle pareti tra i 10-15 mm.; l’Autore segnala eventuali concordanze con forme analoghe da altri contesti ma descritte in vario modo, il cui orlo viene indicato più spesso come triangular in section, …bowls with folded rims, …rim with elongated triangular shaped)
  • Type CW/B5, CW Bowls with Projecting Rims (orlo appuntito o arrotondato, sporgente verso l’esterno, talvolta ispessito, profilo delle pareti diritto o leggermente convesso; forma realizzata al tornio, some have lightly compacted surfaces; diametro all’orlo tra 16-26 cm, spessore delle pareti tra 6-8 mm.)
  • Type CW/B6, CW Bowls with Projecting and Carinated Rims (wheel-made, simile alla forma CW/B5, con orlo proiettato all’esterno ed ispessito, ma con leggera carenatura al di sotto dell’orlo o nella zona superiore della parete; l’Autore distingue 3 sottotipi: con lieve carenatura, con lieve carenatura e solco sull’orlo, terzo sottotipo with sharp carination; diametro all’orlo tra 16-32 cm., spessore delle pareti tra 6-12 mm.)
  • Type CW/B7, CW Bowls with Out-Turned Rims (wheel-made, con orlo arrotondato o leggermente appuntito; diametro all’orlo tra 12 e 32 cm., spessore della parete tra i 6 ed i 12 mm.; si distinguono 4 sottotipi: the first has plain rounded out-turned rims, the second has flared everted rims…, the third sub-type is represented by a deep bowl or krater with a down-turned rim, and the fourth group has a short pointed out-turned rims).
  • Type CW/B8, CW Bowls with Open Plain Rims and Body Carinations (wheel-made, diametro all’orlo tra 18 e 22 cm., spessore della parete tra i 6 ed i 8 mm.; con due sottotipi: il primo tipo lievemente carenato e con orlo rastremato verso il basso, mentre il secondo presenta un orlo arrotondato ed un profilo della parete in forma di S).

L’Autore passa, poi, all’esame della forma CW Jars, di cui individua seven different jar types, forma diffusa sia nel Period 1 che nel Period 2, con incremento percentuale nel Period 2.

  • Type CW/J1, CW Jars with Short-Necks and Plain Out-Turned Rims (wheel-made, forme di piccole dimensioni ad orlo svasato, profilo concavo del collo, diametro all’orlo tra gli 8 ed i 12 cm., spessore della parete circa 6 mm., altezza del collo, quando preservato, 6 cm.; la forma è presente anche nell’ambito della BCW e CPW)
  • Type CW/J2, CW Jars with No-Necks and Compressed Rims (wheel-made, ‘A notable feature is that many of these jars are made of the cream-yellow or orange pink coloured Common Ware’; tipo usato anche nell’ambito della BCW e CPW, con incremento numerico nel Period 2; il diametro all’orlo si attesta prevalentemente intorno ai 12 cm., lo spessore in parete è di c. 15 mm.)
  • Type CW/J3, CW Jars with Short-Necks and Collared Rims (‘jars with short necks and collared, sometimes vertical or everted, rounded rims. The exterior profile is distinguished by a rounded shoulder with a soft convex transition to upper body. Two small loop handles, with oval shaped sections…’; un tipo simile è presente anche nell’ambito della BCW e CPW; sono, inoltre, individuati tre sottotipi in base alle caratteristiche formali dell’orlo ed all’altezza del collo: ‘short-neck everted rims, medium neck vertical rim, and tall neck vertical rim; …All are wheel-made. These jars are generally always made of the buff-brown or red-brown coloured Common Ware’; la presenza di questa forma decresce negli strata del Period 2)
  • Type CW/J4, CW Jars with Externally Thickened Out-Turned Rims (wheel-made, ‘Most are made of the buff-brown coloured Common Ware’; un tipo simile è presente anche nell’ambito della BCW e CPW; diametro all’orlo tra i 12 ed i 16 cm. ma può raggiungere anche i 20-22 cm., lo spessore delle pareti 10-12 mm., e l’altezza del collo è tra i 3-6 cm.)
  • Type CW/J5, CW Jars with Triangular-Shaped Projecting Rims (wheel-made, ‘These jars may be self-slipped or have an applied yellow slip’; è una forma con orlo triangolare proiettato verso l’esterno, con collo di media altezza e profilo diritto anche tendente al concavo; diametro all’orlo tra i 15 ed i 20 cm., spessore delle pareti 6-8 mm., ed altezza del collo intorno ai 6 cm.)
  • Type CW/J6, CW Jars with Square-Shaped Rims (si tratta di una forma, con due sottotipi, caratterizzata da un breve orlo superiormente piano, squadrato e compresso, con profonda depressione lungo il profilo esterno. ‘The distinctive qualities of the fabric may suggest an external origin for this jar type’; assente nel Period 1, e solo presente nello stratum 1 del Period 2)
  • Type CW/J7, CW Jars with wide Mouths and Out-Turned Rims (rientrano in questo tipo brocche, o crateri, dall’orlo ampio e svasato, dal collo a profilo concavo; tracce di colore sulla superficie farebbero propendere per un possibile inquadramento nella BCW).

Il catalogo prosegue con CW Isolated Type (CW Saucer Lamps, forma aperta realizzata al tornio con becco plasmato a mano, orange-pink CW, diametro tra i 12 ed i 16 cm.; CW Stands, supporti di forma circolare con orli ad anello su entrambi i lati; ‘These clay supports are generally rather coarse textured with notable inclusions’; CW Lids, tipo caratterizzato ‘by an inverted hemispherical bowl shape’ con pomello alla sommità, ‘they were probably used as covers for jars’; CW Juglets, di piccole dimensioni, l’altezza è di c. 9 cm., il diametro all’orlo di 4-6 cm., con corpo di forma globulare, a pera, o a sacco, orlo svasato, arrotondato, e piccola ansa a sezione ovale, tipo assente nel Period 1, pochi esempi dallo strato 1 del Period 2; CW Bottles, molto simili al tipo CW Juglets, ma con collo più slanciato e, talvolta, vernice giallo-crema), seguono CW Bases, CW Handles (con altrettanti tipi e relativa sintetica analisi qualitativa e quantitativa). Bi-Chrome Ware Types (BCW) rientrano in una classe ceramica presente quasi esclusivamente negli strata del Period 1; ‘the decoration consists of bi-chrome linear and geometric patterns, painted in red, maroon, brown or black, applied over cream-yellow base slips or directly on self-slipped surfaces’, il motivo primario consiste in una larga banda dipinta in rosso inquadrata da bande concentriche più strette di colore nero, di orizzonte stilistico tipicamente fenicio; essa appare durante l’XI secolo a.C.. L’Autore esamina le forme attestate: BCW Bowls, Jars, Bases.

  • BCW Bowls with Open Plain Rims Type BCW/B1 (wheel-made, diametro all’orlo tra i 12 ed i 14 cm., la decorazione, semplice, consiste in bande di colore rosso, nero o marrone sull’orlo e nell’interno della vasca)
  • BCW Bowls with Out-Turned Rims Type BCW/B2 (il tipo è caratterizzato da una lieve carenatura esterna al di sotto dell’orlo o da un profilo ‘S-shaped’)
  • BCW Bowls with Internally-Thickened Rims Type BCW/B3 (con orlo ‘triangular-shape’ e talvolta abbastanza appuntito)
  • BCW Bowls with Plain In-Turned Rims Type BCW/B4 (a profilo spesso molto convesso, la decorazione, sulla superficie interna della vasca, consiste sempre di bande rosse inquadrate su entrambi di lati da linee scure o nere)

BCW Jars:

  • BCW Jars with Plain Out-Turned Rims Type BCW/J1 (wheel-made, diametro all’orlo in media di circa 16 cm., ‘Most patterns consist of red and/or dark brown to black bands applied to the rim or centre and base of the neck’)
  • BCW Jars with No-Necks and Compressed Rims Type BCW/J2 (wheel-made, il tipo comprende ‘jars, or possibly kraters, with no-necks and compressed rims’, diametro all’orlo di circa 24-28 cm.)
  • BCW Jars with Externally Thickened Out-Turned Rims Type BCW/J3 (wheel-made, ad orlo estroflesso, collo a profilo concavo, ‘most patterns consist of simple red bands on the rim and/or neck’)
  • BCW Jars with Short-Necks and Collared Rims Type BCW/J4 (wheel-made, ‘Most patterns consist of simple red rim bands’)
  • BCW Jars with Wide Mouths and Out-Turned Rims Type BCW/J5

Nell’ambito di BCW Isolated Types l’Autore distingue BCW Vessel with handles e BCW Neck of Flask with Ridge, quest’ultima forma, bottiglia o fiasca, con stretto collo provvisto di risega. Nell’ambito di BCW Bases l’Autore riconosce BCW bases with flat profiles e BCW bases with ring profiles. Alle pagg.16-17 l’Autore descrive le caratteristiche della BCW Fabric: dal colore, orange-pink, simile alla Common Ware; ‘irregular break pattern’, motivi geometrici o lineari dipinti in rosso o nero-marrone a bande su una superficie verniciata giallo-crema: ‘The reddish-brown and black colours may be derivatives of iron or manganese bearing agents. The pale base slips may be a mixture of silica and feldspar compounds’. Segue l’analisi di frammenti di Cooking Pot Ware Types (CPW), individuata in percentuale leggermente più alta negli strati del Period 2; ovviamente ‘Many of these cooking pot diagnostic sherds bear traces of burning on the exterior surfaces attesting to the function of these vessels’. Le forme esaminate rientrano nei seguenti ambiti tipologici: CPW Bowls, Jars, Isolated Types, Bases, Handles. Quattro tipi differenti di CPW Bowls:

  • CPW Bowls with Open Plain Rims CPW/B1 (forma aperta ad orlo arrotondato o appuntito, tra i 20-24 cm. di diametro, analoghe forme in CW e RSW)
  • CPW Bowls with Plain In-Turned Rims CPW/B2 (con orlo che tende verso l’interno della vasca)
  • CPW Bowls with Externally-Thickened and/or Folded Rims CPW/B3 (ad orlo ispessito e/o ripiegato, profilo del corpo diritto o leggermente convesso, diametro presumibile al massino di 30 cm.)
  • CPW Bowls with Open Internally-Thickened Rims CPW/B4.

Segue l’analisi della forma CPW Jarscon 12 tipi:

  • CPW Jars with Projecting Rims CPW/J1 (‘This type is characterized by jars with thin walls, medium high, straight or slightly concave necks, and small projecting, pointed, or triangular-shaped rims. The top of the rim is usually flat or slightly angular’, due piccole anse a sezione ovale appiattita, quanto al colore essa è prevalententemente reddish-orange ware)
  • CPW Jars with Plain Out-Turned Rims CPW/J2 (ad orlo svasato ed arrotondato, diametro all’orlo di circa 22 cm.)
  • CPW Jars with Plain Out-Turned Rims with Internal Ledge CPW/J3 (con orlo svasato e piuttosto sottile, con un aggetto alla base del collo internamente)
  • CPW Jars with Externally Thickened Out-Turned Grooved Rims CPW/J4 (con orlo esternamente ispessito e/o piegato, talvolta, percorso da un profondo solco ‘most likely produced by squeezing the folded rim’, ‘this type represents the most common Period 1 cooking pot)
  • CPW Jars with Short Necks and Ledge Rims CPW/J5 (con aggetto interno ‘interior ledge’ dell’orlo funzionale alla posa di un coperchio)
  • CPW Jars with Externally Thickened Out-Turned Rims CPW/J6 (attestato negli strata del Period 1 e 2)
  • CPW Jars with Collared Rims CPW/J7 (‘jars with medium to high necks and vertical collared rims’, l’esempio Fig.17:7 ‘has a series of shallow grooves or ribs, possibly made with the potter’s fingers, on the outside surface of the neck’)
  • CPW Jars with No-Necks and Compressed Rims CPW/J8 (orlo compresso ed appiattito sulle spalle del vaso, forma comune anche ad altre Fabrics, Fig.21:5)
  • CPW Jars with Wide Mouth and Thickened Rims CPW/J9 (solco lineare sul profilo esterno dell’orlo, tipo presente solo nel Period 1)
  • CPW Cooking Pots with Triangular Rims CPW/J10 (con orlo ispessito a triangolo, superficie superiore piana o depressa, Fig.17:5)
  • CPW Cooking Pots with Incurved Rims Interior Ledge CPW/J11 (a corpo globulare)
  • CPW Cooking Pots with Hole Mouth Rims CPW/J12 (le tracce di uso permettono di attribuire a questa forma una funzione di mortaio).

Vengono trattate, poi, altre tipologie formali, tra cui, un esempio di CPW Spouts: ‘This type is characterised by a hollow cylindrical tube of clay’. Alle pagg.17-19 un’acuta analisi (con interazione tra colour, texture and shape) suddivide la CPW Fabricin due varianti: CPW/A e CPW/B. L’analisi di ciascuna variante è basata su un’associazione di texture, forma/funzione e cronologia:

  • CPW/A: texture very coarse, presenza di molti inclusi organici utili a mitigare gli effetti del thermal shock cui è sottoposto questo vasellame da fuoco quando in uso (i vacuoli, prodottisi in fase di cottura della ceramica, a seguito della combustione dei componenti organici, limitano il rischio di propagazione della fessurazione del vaso quando esso, durante l’uso, viene esposto a fonte di calore); dark-brown color/dark grey or black core; variante attestata negli strata del Period 1.
  • CPW/B: variante maggiormente rappresentata nel Period 2, nei cd. livelli persiani; reddish-brown colour; fine texture; suono metallico in caduta, ecc.

Le morfologie esaminate dall’Autore, nell’ambito della Coarse Ware Types (COW), sono Bowls (COW Bowls with Internally-Thickened Rims; COW Bowls with Thickened and/or Folded Rims), Jars (COW Jars with Short-Necks and Projecting Rims), Isolated Types, Bases, Handles.
Solo pochi frammenti di Fine Ware Types (FW), molto rara, pale-buff or very light-brown color range, tessitura fine, ‘clinky’ resonance when tapped.
Red Slip Ware Types (RSW) sono presenti in entrambi i periodi, ma con percentuale lievemente più alta nel Period 2; l’Autore individua frammenti di RSW Bowls, Jars, Bases, Handles.
Nell’ambito di RSW Bowls: Bowls with Open Plain Rims (con diametro all’orlo tra 14-34 cm., tra cui il tipo Figs 6:12 che l’Autore considera ‘a transitional type in between bowls with plain open rims and bowls with in-turned rims’); RSW Bowls with Internally-Thickened Rims (con diametro all’orlo tra i 12 ed i 24 cm., forma attestata anche in CW, BCW, e CPW; un tipo particolare, Fig.25:10, presenta un profondo solco sulla superficie superiore dell’orlo, quasi un orlo bifido); RSW Bowls with Thickened or Folded Rims (con diametro all’orlo di 12 cm., ‘The rims have the shape of inverted triangles’ con profilo delle pareti leggermente convesso); seguono: RSW Bowls with Projecting Rims; RSW Bowls with Plain In-Turned Rims; RSW Bowls with Out-Turned and Carinated Rims, in questa forma ‘The red slip is most often contained on the rim and interior surface which can also be ring wheel-burnished’; RSW Bowls with Thickened and Grooved Rims.
Il tipo RSW Jars comprende solo RSW Jars with Externally Projecting Rims, forma priva del collo, con orlo proiettato verso l’esterno e compresso. L’Autore segnala, inoltre basi a profilo piano o a disco ed anse a sezione ovale o circolare. Alle pagg.21-23 le caratteristiche della Fabric, principalmente basate sul trattamento della superficie: Hand-Burnished (H-B/RSW) e Wheel-Burnished (W-B/RSW) che riflettono probabilmente una tradizione ceramica locale e di importazione; la RSW appare molto diffusa lungo le coste levantine e nell’entroterra, sebbene non sia ancora possibile precisarne il luogo di origine; in Palestina essa viene prodotta dal X al VI secolo a.C.; l’Autore precisa, inoltre, che ‘the burnishing of the red slip distinguishes this ware from the IDW, wich is never polished and is only ever lightly smoothed’.
Hand-Burnished Red Slip Ware (‘buff-light brown color’; ‘have regular and clean break pattern’, spesso è cotta a temperature alte, pertanto, ha una ‘clinky resonance’; lo strato di ‘red slip’ è applicato sull’orlo, all’interno e sulla superficie esterna che è poi anche ‘burnished’, questa tecnica accentua il colore rosso, di essa rimangono tracce ad andamento verticale.
La Wheel-Burnished Red Slip Ware, invece, presenta un colore orange-pink come la Common Ware, il trattamento della brunitura produce un colore, più scuro, rosso-marrone.
jamieson_idwSulla base di fabric characteristics and style of decoration l’Autore colloca alcuni frammenti, ascrivibili alla tradizione della ceramica cipriota, nella categoria Imported Decorated Ware Types (IDW) (pagg.94-100), individuando nell’ambito di Cypriot Late Bronze Age Wares un frammento di White Slip Ware II, ceramica molto diffusa lungo le coste del Mediterraneo orientale nella tarda età del bronzo (Bowl with In-Turned Rim and Handle a profilo convesso e con decorazione a linee nere che formano una banda sul bordo esterno dell’orlo, altri motivi decorativi non identificabili sono nella parte superiore del corpo ‘in a dark brown color’), nonché due frammenti di Cypriot Mono-Chrome Ware con tracce di decorazione (di cui risulta indecifrabile il pattern a causa della estrema corrosione del reperto) in a dark brown-maroon paint.
Anche frammenti di Cypriot Iron Age Wares provengono dal settore BEY 032 ma solo dal contesto del Period 1. Le tradizioni ceramiche attestate rientrano negli ambiti di Cypriot White Painted (Wheel-Made) Wares (con soli due frammenti della forma Vessels with tapered rims, la cui decorazione, su uno di essi, consiste in ‘a simple black band around the rim’, mentre sull’altro frammento la decorazione consiste in una serie di 7 linee scure parallele orizzontali, in prossimità dell’orlo e nella zona superiore del corpo, al di sotto altre 7 linee verticali, e traccia di una linea diagonale, inoltre, ‘on this later rim sherd, the dark brown to black decoration appears to be painted onto a cream coloured base slip’); di Cypriot Bi-Chrome (Wheel-Made) Wares (con due frammenti di orlo della forma Jars with Out-Turned Rims e con simile pattern decorativo: ‘a similar decorative scheme consisting of two broad parallel horizontal lines painted around the top of the rim and interior of the neck. On the outside, below the rim, is a field of reddish-maroon slip less thick in consistency. Under this red zone are a series of finer parallel horizontal lines…’); di Cypriot Black on Red Ware (BoR), rappresentata solo da una Base with Ring Profile, ‘The fabric of this base is extremely fine’, con vernice rossa applicata all’interno della base e decorazione con motivo a cerchi concentrici realizzata mediante sottili linee nere, nonchè da qualche frammento di parete; infine, Cypriot Red Slip Ware (si tratta di un unico frammento di parete forse pertinente ad un ‘narrow neck jug of flask…is made of a pale brown ware and coated with a dark red slip, wich has been randomly hand-burnished in a vertical direction’, con spessore della parete di 8 mm.). Alle pagg.23-26 le caratteristiche delle varie Fabric: Cypriot White Slip Ware II, colore dark-red brown, ‘this ware has a thick white or cream coloured slip applied to the internal and external surfaces; la decorazione dipinta a linee o bande è applicata attorno all’orlo, sul corpo del vaso e attorno o sulle anse; Cypriot Mono-Chrome Ware, caratterizzata da ‘light brown or buff color range’, superficie ‘in a pale cream-white color and lightly polished’, decorazione geometrica e lineare dipinta ‘dark brown to black’, applicata direttamente sulla ceramica ‘or over the applied slip’; Cypriot Bi-Chrome (Wheel-Made) Wares III, ‘grey or cream color throughout’, quanto al trattamento della superficie ‘The painted decoration usually comprises black lines approximately 2 cm. apart, wich are filled with a dark maroon or purple-brown coloured slip’; Cypriot Black on Red Ware (BoR), orange-pink to red color throughout’, ‘sherds made of this ware have an orange-red slip applied inside and out, and is highly burnished, possibly by hand. The decorated linear geometric pattern usually consists of concentric circles, evenly painted, in black’.
Altra Fabric attestata è la Plain ‘Crisp’ Ware Types (PCW) (pagg.100-101) utilizzata prevalentemente ‘for the manufacture of jars with sharply carinated shoulders…originating from the southern Levant’; contenitori di questa classe ceramica appaiono nel IX secolo a.C. e rimangono in uso fino VII a.C. (‘until the end of the Iron Age’). A pag.27, invece, la descrizione delle caratteristiche macroscopiche di PCW (‘This ware has a pale cream-yellow exterior, light grey-yellow interior and a grey-yellow to light-brown core…clean and crisp break pattern caused by the high firing temperature…with a clinky resonance when tapped…the fired surface has the appearance of an applied yellow or cream coloured slip’).jamieson_awIl paragrafo Amphora Ware Types (AHW) (pagg.102-103) analizza frammenti di AHW Jars tutti provenienti dallo Stratum 1 del Period 2, in particolare, AHW Jars with Externally Thickened Out-Turned Rims, ad orlo ingrossato o anche appiattito superiormente, diametro all’orlo tra i 12 ed i 16 cm.; AHW Bases con due forme AHW Tapering Bases, leggermente convesse quanto al profilo, una ‘rounded base’ proveniente dallo Stratum 2 del Period 2 ha una terminazione ingrossata, ed AHW Bases with High Ring Profiles; si analizzano, poi, le anse AHW Handles (AHW Handles with Circular Sections, e AHW Handles with Flattened Oval Sections). Alle pagg.28-29 le caratteristiche della Fabric: ‘The outer surfaces are usually a pale cream-yellow, possibly a slip, and the core an orange-pink’, la cottura è avvenuta ad alte temperature, ‘The exterior surfaces of some examples have the appearance of a cream or yellow slip…’ risultato della composizione dell’impasto e della cottura. Alcuni frammenti di Black Glaze Ware Types (BGW) non vengono studiati perché ‘elements of an intrusive nature’.




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S. Santoro Bianchi
S. Menchelli
M. Pasquinucci
G. Murialdo
D. Malfitana
U. Tecchiati
M. Oddone
G.T. Bagni