Mosaics of Zeugma

Author: Mehmet Önal
Title: Mosaics of Zeugma
Publisher: A Turizm Yayınları. Şifa Hamamı Sokak 18/2, 34122 Sultanahmet, İstanbul, Turkey

Reviewed by Antonella D'Ascoli in June 2009

IL Il volume che qui si presenta (giunto alla sua terza edizione 2005), opera di Mehmet Önal (studioso impegnato nello studio delle circa 100.000 bullae rinvenute negli scavi di Zeugma) è preceduto da una sintetica Introduction, in cui viene esplicitata la finalità precipua dell’opera ‘Since the objective of this book is to help visitors to understand the story of the Zeugma mosaics, which are on display at Gaziantep Museum, easily, the academic vocabulary which generally applies to mosaic description has been avoided.’
Il volume raccoglie 17 schede descrittive che illustrano con sottile e garbato dettaglio altrettanti quadri figurativi che costituivano i nuclei principali dei pavimenti musivi di Zeugma, oggi custoditi nel Gaziantep Museum.
Il volume si chiude con un essenziale Select Glossary e Abbrevations (in queste ultime si chiariscono utilmente le equivalenze delle due abbreviazioni temporali utilizzate: BCE/BC e CE/AD).
L’Introduction illustra le vicende della fondazione di Zeugma, ad opera di Seluco I Nicator, originariamente denominata Seleucia sull’Eufrate (il cui corrispettivo sulla sponda opposta era Apamea), testa di ponte nell’ambito delle comunicazioni e dei commerci tra Anatolia e Siria da una parte e Mesopotamia dall’altra; passata, poi, dai Seleucidi ad Antioco I di Commagene divenne base delle operazioni contro i Parti; denominata Seleucia Zeugma e poi solo Zeugma, cioè ‘bridge’, ‘link’, per l’appunto. In epoca romana fu sede della Legio IV Scythica, il cui campo militare è stato rintracciato a nord-ovest dell’acropoli di Zeugma.
Gli scavi condotti in questo sito hanno mostrato una città commerciale fiorente, ricca, sito cerniera tra le opposte sponde del fiume, dalle eleganti architetture private ornate per l’appunto da mosaici di pregevole qualità.
La descrizione delle opere musive è contenuta in Panels and Descriptions.
I mosaici ivi descritti provengono principalmente dalle House of Poseidon e House of Euphrates.
zeugma_t_tricliniumLa sezione si apre con il quadro musivo di Pasiphae and Daedalus (dalla casa di Poseidon e databile al II sec. A.D.) che costituiva la decorazione principale della parte orizzontale di un T-form triclinium, quella rivolta a chi entrava nel triclinio (analoga ubicazione era l’emblema descritto a pag.46, raffigurante Clio, Musa della storia ed Euterpe, Musa della musica, nonché Urania, Musa della astronomia, mentre la parte terminale di una clava, secondo l’Autore, indicherebbe la presenza di Eracle, ed alluderebbe ad un episodio del mito in cui le Muse insegnavano la loro arte all’eroe), motivi geometrici erano, invece, nei bordi, mentre, la parte verticale della T era ornata da un Triumph of Dionysus.
L’Autore descrive minuziosamente il quadro principale la cui scena, ambientata in un interno e corredata da iscrizioni identificative dei personaggi, illustrava un particolare momento, unico nel suo genere, del racconto di Pasiphae, del suo innaturale innamoramento, delle abilità di Dedalus; mentre Eros seduto presso i piedi della protagonista puntava il dardo verso l’oggetto del desiderio, costituito dalla sola testa del bianco torello. Accanto a Pasiphae, forse Ariadne, ed una nutrice (Trophos), seguono gli artefici: Dedalo e suo figlio Icaro. In alto a destra, invece, due architetture, simili, a doppio spiovente, forse, secondo l’Autore, la rappresentazione del Labirinto stesso, poi, voluto da Minosse.
Nel Trionfo di Dioniso, invece, Dioniso, nimbato e con tirso, appare su un carro trainato da due pantere (l’Autore precisa che le scene dionisiache costituiscono una parte consistente dei mosaici di Zeugma; e nella tradizione Dioniso è visto come colui che per primo ha costruito un ponte di edera e vite sull’Eufrate per collegare le opposte sponde), accompagnato da un nike alata e da una baccante.
Segue il pannello di Achilles revealed dalla casa di Poseidon, datato dal II secolo alla metà del III A.D..

zeugma_giralePoi, un pannello di Eros and Psyche dalla stessa casa (II-metà III d.C.); qui l’Autore si sofferma sulle fasce decorative dei bordi, di cui due provviste di solidi in prospettiva ed una intermedia con elaborate girali di acanto, recanti al centro di ogni lato foglie di acanto o bearded male masks, nuclei propulsivi dei compositi racemi; analogo motivo, quest’ultimo, al bordo che inquadra la scena di genere ‘Women at Breakfast’ (Synaristosas, come dice l’iscrizione che riecheggia il titolo di una commedia di Menandro), con maschere maschili di giovani imberbi e adulti barbuti, alternati a scene di cacce con Amorini; l’emblema è firmato da Zosimos, che firma anche un altro mosaico quello dell’Incoronazione di Aphrodite, sempre dalla casa di Poseidon, di stile diverso, cosa che lascia supporre, come sostiene l’Autore, che la firma Zosimos non fosse appartenuta al mosaicista ‘but to the person who made the colour drawings on which the mosaics were made’.
Altri emblemata rappresentano personificazioni.
zeugma_ge
Interessante appare il busto di Ge, con cornucopia da cui fuoriescono frutti, entro ottagono, a sua volta racchiuso nello schema geometrico dei quadrati interlacciati. Il collo ed il mento della figura, come segnalato dall’Autore, hanno subito un restauro in antico.
La personificazione del fiume Eufrate, invece, proviene dalla casa dell’Eufrate, appunto; essa è fiancheggiata da pannelli di minori dimensioni che rappresentano, secondo l’Autore, personificazioni di suoi affluenti.
Nessun cenno in questo agile e limpido prodotto editoriale ai grandi progetti contemporanei di ingegneria idraulica del sud-est della Turchia, in particolare, la realizzazione della diga di Birecik che ha invaso parte della città bassa di Zeugma, i cui mosaici opportunamente asportati sono conservati appunto nel Museo di Gaziantep.


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